Plastica

La maggior parte degli imballaggi è in plastica, per questo motivo, la plastica è tra i rifiuti più prodotti, insieme alla carta

Gestire i rifiuti costituiti da plastica

I rifiuti plastici rappresentano una delle frazioni più consistenti tra i rifiuti prodotti, a causa dell’ampio utilizzo della plastica negli imballaggi, nei contenitori, negli involucri e in molti materiali, tra cui, a titolo esemplificativo, il polistirolo.

Tuttavia, non tutte le plastiche sono uguali: il termine plastica comprende una vasta gamma di polimeri con caratteristiche chimico-fisiche diverse, che richiedono trattamenti specifici al termine del loro ciclo di vita.

Per un approfondimento su rischi ambientali/sanitari e normative europee e internazionali, leggi anche il nostro articolo su rifiuti di plastica: classificazione e strategie di smaltimento.

Quando si parla di rifiuti speciali, la gestione diventa ancora più delicata e regolamentata, e deve avvenire in conformità con normative stringenti, come la Direttiva Europea sui Rifiuti e i protocolli del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Definizione e classificazione dei rifiuti plastici

I rifiuti plastici comprendono tutti quei materiali in plastica che, una volta esaurita la loro funzione, vengono scartati, perché non più utili. Questi possono comprendere: sacchetti di plastica e pellicole, bottiglie e contenitori, materiali da imballaggio, componenti industriali, tecnici e molto altro.
Tra le principali tipologie di plastica si annoverano Polietilene (PE), Polipropilene (PP), Polietilene tereftalato (PET), altro. Questi materiali sono generalmente riciclabili, ma esistono anche plastiche più complesse come: PVC (cloruro di vinile), PS (polistirene), LDPE (polietilene a bassa densità), che richiedono trattamenti specializzati. I polimeri si distinguono in due categorie principali:

  • resine termoplastiche: sono caratterizzate da legami deboli, si ammorbidiscono con il calore e possono essere modellate, pertanto, sono facilmente riciclabili;
  • resine termoindurenti: sono caratterizzate da legami forti, si induriscono irreversibilmente con il calore e sono più difficilmente riciclabili.


Non tutte le plastiche possono essere gestite con metodi standard. Tra i rifiuti plastici speciali si annoverano: materiali contaminati da sostanze chimiche o oli, polimeri misti o complessi (es. giocattoli, componenti tecnici), plastiche provenienti da settori industriali o sanitari. Questi rifiuti sono regolati da normative specifiche e devono essere trattati in impianti autorizzati, con particolare attenzione alla sicurezza ambientale. La gestione dei rifiuti plastici richiede una strategia integrata che coinvolge: raccolta differenziata, selezione per tipologia, trattamento meccanico o chimico, riciclo e reintroduzione nel ciclo produttivo.

Gli impianti di trattamento e riciclo utilizzano tecnologie avanzate per trasformare i rifiuti in nuove risorse, contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale e alla promozione di un modello di economia circolare.

Hai bisogno di gestire i tuoi rifiuti plastici? Valli Gestioni Ambientali ti offre: consulenza tecnica e normativa, raccolta e trasporto con mezzi autorizzati, trattamento e smaltimento in impianti certificati, soluzioni personalizzate per aziende e molto altro. Contattaci per saperne di più.

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L’Elenco Europeo dei Rifiuti non classifica le plastiche per tipologia di polimero (PE, PP, PVC, PET, PS, ecc.) ma per processo produttivo di origine. I codici più comuni per i rifiuti plastici industriali sono: 07 02 13 (rifiuti plastici da produzione di materie plastiche), 12 01 05 (sfridi di plastica da lavorazione meccanica), 15 01 02 (imballaggi in plastica non contaminati), 15 01 10* (imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose). Ai fini del riciclo, invece, la tipologia di polimero è determinante: PE e PP hanno mercati sviluppati come materie prime seconde (MPS); PVC richiede impianti dedicati per il contenuto di cloro; polistirolo espanso (EPS) e polimeri misti hanno sbocchi di recupero di materia limitati e vengono spesso avviati a recupero energetico. Valli Gestioni Ambientali separa le plastiche per tipologia quando possibile, per massimizzare il tasso di classificazione plastica e riciclo di materia.

Gli imballaggi in plastica da attività industriale rientrano nel codice EER 15 01 02 se puliti e non contaminati, oppure 15 01 10* se contaminati da sostanze pericolose. Per gli imballaggi puliti, le principali filiere di smaltimento plastica e recupero sono: riciclo meccanico di polietilene HDPE/LDPE (sacchi, fusti, big-bag) per produrre granulato riutilizzato in tubazioni e componenti tecnici; riciclo meccanico di PP (big-bag, cassette, reggette) per contenitori industriali; riciclo di PET per fibre sintetiche o nuovi imballaggi. Per i big-bag in PP e PE, il recupero plastica genera granulo commerciabile come MPS. Per le plastiche miste o contaminate, la filiera è il recupero energetico (CSS o coincenerimento). Valli Gestioni Ambientali gestisce il recupero plastica a Bergamo e in tutta la Lombardia, selezionando la filiera più idonea alla tipologia conferita.

In sé, i polimeri plastici non sono intrinsecamente pericolosi, ma possono diventarlo per la presenza di: additivi pericolosi incorporati nella matrice — es. stabilizzanti al piombo nei PVC più vecchi, ftalati in alta concentrazione, ritardanti di fiamma brominati in plastiche per elettronica (HIPS, ABS); contaminazione superficiale da sostanze pericolose — es. fusti o cisterne plastiche che hanno contenuto prodotti chimici classificati pericolosi (codice EER 15 01 10*); componenti elettronici integrati (RAEE con circuiti stampati, batterie: codice EER 16 02 13*). La verifica avviene tramite schede di sicurezza del prodotto originario o analisi chimiche. La classificazione plastica pericolosa determina obblighi aggiuntivi: trasporto ADR, conferimento a impianti specificamente autorizzati, costi di smaltimento plastica significativamente più elevati. Valli Gestioni Ambientali effettua la classificazione preliminare prima del ritiro.

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